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Il Mincio

Nella provincia di Mantova i fiumi sono: Rewndone, Secchia, Po, Oglio, Naviglio di Brescia, Chiese, Sacra Mincio.
Ma per Mantova il Sarca/Mincio è di una certa importanza.
Il fiume è diviso in due tratti distinti dal Lago di Garda e prende 2 denominazioni diverse: immissario del Lago il Sarca 78 km
e emissario Il Mincio 75 km , entrambi con la lunghezza del lago di Garda rappresenta 11 fiume dopo il Reno più lungo d’Italia.

Il regime idraulico e morfologico rende
il Sarca e il Mincio completamente diversi. Il Sarca ha un regime alpino con massime portate
d’acqua d’estate per lo scioglimento dei ghiacciai e magre nell’inverno, il Mincio ha un regime idraulico regolare, assume il nome
di Mincio uscendo dal Lago di Garda presso Peschiera, scorre nella Pianura Padana fino a Goito e bagna Mantova.
Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico
Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa
della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua,
così da forma re quattro laghi:
Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; vista in lontananza, Mantova sembrava un'isola. Alla campagna si accedeva attraverso ponti,
due dei quali -
il Ponte dei Molini e il Ponte di San Giorgio - al giorno d'oggi sono ancora esistenti.
In età comunale venne tracciato il
Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il
lago Inferiore a quello Superiore. La
costruzione di dighe e chiuse consentirono una adeguata difesa dalle acque.
Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza:
il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i
laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago
Paiolo a sud, in modo che la città
restò bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume
Mincio che danno a Mantova una caratteristica
del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua di cui il territorio del Comune
di Mantova fa parte.
Il Mincio è un fiume navigabile per tutto il suo percorso che attraversa nei suoi 37 km ben 17 mila metri di area protetta che
costituiscono il
Parco del Mincio dal 1984 dove oltre alla sorprendente vegetazione formata da fior di loto e ninfee si possono
ammirare ed incontrare colonie di aironi, nidi di pendolini, falchi di palude e martin pescatori.

Di eccezionale richiamo tra le zone più belle del Parco del Mincio troviamo il Bosco della Fontana a Marmirolo che con i suoi 233 ettari
di terreno rappresenta la più vasta foresta planiziale padana e il Parco delle Bertone a Goito, giardino aristocaratico nel quale nidifica
la Cicogna bianca.
Il parco si può visitare percorrendo le ciclabili (ad esempio da Mantova a Peschiera)oppure navigando nelle Valli del Mincio in canoa,
sulle imbarcazioni del consorzio barcaioli o da Mantova al Po o a Venezia attraverso le motonavi delle compagnie di navigazione private:
è meraviglioso sfiorare le acque del Mincio al ritmo del lento remare dei barcaioli, ammirare la fioritura del loto da un piccolo battello
a motore ed effettuare, nei mesi estivi, affascinanti escursioni nelle sere di luna piena.
Altre località attraversate dal fiume sono:
Ponti sul Mincio, Monzambano, Valeggio, Volta Mantovana, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano,
Rivalta sul Mincio, Grazie di Curtatone, Curtatone, Virgilio, Bagnolo San Vito e Roncoferraro. Presso il comune di Valeggio il fiume
attraversa Borghetto sul Mincio, dove esiste un canale artificiale costruito per deviare l’eccesso d’acqua del fiume in caso di piena.
Per rallentare il flusso del canale, prima del ritorno nel Mincio, si costruirono due scivoli ad imbuto con interposta una vasca di
contenimento. Da citare che questo punto del fiume è pericolosissimo tanto che vi hanno perso la vita parecchie persone (l'ultimo incidente
mortale risale al 25/06/06). L’imboccatura di tale canale artificiale infatti appare ingannevolmente per chi è in navigazione come il
proseguimento naturale del Mincio, mentre in realtà il percorso originario del fiume passa attraverso la chiusa di uno sbarramento che
sembra una diga, spesso in parte chiusa alla navigazione.
Il fiume è navigabile dal Lago di Garda fino all'immissione nel Po, facendo attenzione in località Borghetto dove c'è una deviazione
pericolosa, maggiori info nel sito del Canoa Club Verona, nelle vicinanze del suo corso si trovano importanti industrie. Nel 1984 è stato
costituito il Parco regionale del Mincio.