La storia di Mantova, La fondazione e le origini della città di Mantova, La nascita della città di Mantova

La Storia di Mantova
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La Storia di Mantova

Con origini etrusche Mantova, caduto l'Impero Romano, viene invasa da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi.
Intorno all'anno mille, Mantova entrò a far parte per lungo tempo dei possedimenti dei Canossa.



Bonifacio III, aspettandosi in cambio fedeltà, elevò Mantova a capitale, dopo il suo assassinio la successione passò alla figlia Matilde di Canossa nel 1046 e nel 1115 Mantova divenne un libero Comune. Con Pinamonte Benacolsi nel 1273, Mantova divenne una Signoria, ma il suo fulgente momento iniziò sotto la Signoria dei Corrado di Gonzaga, una delle più celebri e longevi famiglie del Rinascimento italiano, che salì al potere dopo l’uccisione in una rivolta popolare il 6 Agosto 1328 di Rinaldo detto il Passerino.



Ben presto questa Signoria fu identificata solo col nome del luogo di origine, infatti inizialmente erano Capitani del Popolo, solo dopo il matrimonio nel 1433 di Gianfrancesco Gonzaga, figlio di Ludovico, con Barbara di Brandeburgo nipote dell'Imperatore germanico Sigismondo, il Casato ricevette “Il Marchesato”.
La politica dei Gonzaga era una tenace difesa di un continuo equilibrio tra le potenze confinanti: Repubblica di Venezia, Milano, Ferrara e i possedimenti pontifici. Nel 1459 Papa Pio II proclamò una crociata contro i Turchi, così per decenni la maggior parte delle entrate dei Gonzaga, erano le condotte militari, proventi derivanti dal capitanato degli eserciti di stati alleati.
Il culmine del prestigio per i Gonzaga si ebbe con Federico II, figlio di Isabella d'Este, che dal 1530 divenne Duca di Mantova, titolo concesso dall'Imperatore Carlo V dopo aver ricevuto un ingente somma.
Nel 1536 in seguito al matrimonio tra Federico II e Margherita Paleologo ci fu l'annessione del lontano Marchesato (poi Ducato) del Monferrato.



Essendo esaurita la linea primogenita, nel 1627 un ramo cadetto della famiglia, i Gonzaga-Nevers, francesi, salirono al potere con grande contrarietà dell’Imperatore Germanico, che nel 1630 per decidere la successione del Moferrato inviò un esercito di 36.000 Lanzichenecchi, che presero la città d’assalto devastandola e propagarono la peste.
La città contava ormai solo 6.000 cittadini e del prestigio del passato non era rimasto più nulla.
L'ultimo dei Gonzaga-Nevers, Ferdinando Carlo, si dimostrò politicamente inetto e inadeguato al ruolo alleatosi con i francesi, al tempo della guerra di successione spagnola, per paura del castigo imperiale, si rifugiò a Venezia, portando con sé quadri, gioielli, monili e denaro.
Alla sua morte, nel 1708, venne dichiarato decaduto per fellonia e la sua famiglia perse tutti i diritti sul Ducato di Mantova che passò alla casa d'Austria e nel 1745 la città fu unita allo Stato di Milano.
Il “Periodo austriaco” andò dal 1707 al 1797, cominciato sotto l’Imperatrice d’Austria Maria Teresa, che s’impegnò di restituire alla città quell’antica dignità e terminò con l’avvento di Napoleone Bonaparte, dopo un lunghissimo assedio dal 4 giugno 1796 al 2 marzo 1797.
Durante la dominazione francese il 20 febbraio 1810 Andreas Hofer, considerato eroe della lotta armata tirolese a favore degli austriaci e contro Napoleone ritenuto invasore (ricordato tuttora nell’Inno Tirolese) fu fucilato a Mantova.



Con il Congresso di Vienna del 1815 gli Austriaci ripresero possesso di Mantova e ne fecero uno dei capisaldi del famoso “Quadrilatero” difensivo costituito dalle altre tre piazzaforti di Peschiera, Verona, Legnago.
La città, di fatto, divenne un'enorme caserma dove erano acquartierati ben 10.000 soldati provenienti dalle diverse nazioni inglobate nell'impero Austro-Ungarico. Le angherie dei regnanti generarono moti liberali e cominciarono a diffondersi le idee d'indipendenza ed unità d'Italia. In questa atmosfera inizia il periodo del “Risorgimento Italiano”.
Negli anni successivi la sconfitta subita nella Prima Guerra d'Indipendenza (1848/1849), tra il 1851 e il 1853, avvennero le esecuzioni dei Martiri di Belfiore, da molti ritenuta una delle pagine più tristi, ma al tempo stesso più gloriose della storia del Risorgimento italiano, ma anche durante la Seconda Guerra di Indipendenza (1859) la città di Mantova continua ad avere una profonda importanza per le azioni altamente patriotiche nel periodo del Risorgimento, così definito dalla Casa dei Savoia e che è compreso fra i Moti insurrezionali del 1848 e la fine della “Grande Guerra” Prima Guerra Mondiale 1918.



Nel 1866 Mantova, assieme al Veneto, entra a far parte del Regno d'Italia, segnata anche dalla seconda Guerra Mondiale oggi nel 2008 Mantova è rinata. Possiede una sua squadra di calcio ”biancorossa”, con l’Università con diverse facoltà: Architettura, Ingegneria, Ingegneria Informatica, Medicina e Chirurgia.



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