Leggendarie origini di Mantova
La storia di Mantova
I monumenti: 1° cerchia
I monumenti: 2° cerchia
I monumenti: 3° cerchia
Le Mostre a Mantova
Mostra di Vini
I fiumi: Il Mincio
Il Fior di Loto
Santuario Beata Vergine
Virgilio
Andrea Mantegna
Leon Battista Alberti
Tazio Nuvolari il Mantovano
Mantova - Peschiera
Mappa: da Rimini a Mantova
Partner
|
|
Barra di navigazione: La città di Mantova > Le mostre a Mantova
Le mostre a Mantova
Dal 29 Marzo al 6 Luglio si svolgerà a Mantova a Palazzo Te e Fruttiere, per la prima volta nelle sale affrescate da Giulio Romano, una mostra “La forza del Bello. L’arte greca conquista l’Italia”.
Una mostra sull’arte prodotta in Grecia, in Magna Grecia e in Sicilia ed estesasi in Italia nell’arte dei romani, il popolo dominatore della penisola, del Mediterraneo (della stessa Grecia dal II secolo avanti Cristo).
Arte Greca consolidata dal Medioevo all’Ottocento, grazie al Rinascimento.
Andrea Mandara seguirà l’esposizione nelle Sale di Palazzo Te e nelle Fruttiere, proponendo di illustrare con la narrativa oltre cento opere provenienti da tutto il mondo.
Una mostra dove si distinguono tre fasi ben caratterizzate che si succedono, corrispondenti ciascuna a una sezione della mostra.. Si propone così un racconto storico attraverso opere di altissima qualità estetica..
La storia della presenza dell’arte greca sul territorio italiano, di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi, che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo.

testo.
Nella prima fase(VII-II sec. a.C.) l’arte prodotta nelle città greche dell’Italia meridionale e della Sicilia s’intreccia con quella prodotta in Grecia e importata non solo dai Greci d’Italia, ma anche da altri popoli della Penisola, specialmente dagli Etruschi, che ne furono conquistati e iniziarono a imitarla.
La seconda fase dell’esposizione (III sec. a.C. - IV sec. d.C.) è dedicata alla cultura Romana, che come tante altre culture, fu affascinata dall’arte greca, ne subì l’influenza, tanto che non solo saccheggiarono opere d’arte greca, ma chiamarono artisti greci a lavorare per loro in Italia e fecero fare copie “in serie”, per ornare case, palestre e giardini delle opere più celebri.
La terza fase riguarda il tema della “moltiplicazione” delle opere greche.
Dal Quattrocento in poi, l’importazione di sculture dalla Grecia portarono alla rinascita del collezionismo per le antiche opere greche, che era andata perduta e i collezionisti impararono a distinguere gli originali dalle imitazioni.

Le opere greche cominciarono ad essere presenti sul suolo italiano dal VII sec. a. C. , la maggior parte dell’Italia era completamente greca: colonie come Taranto, Sibari, Crotone, Reggio, Siracusa, Agrigento popolavano le coste italiane meridionali, della Magna Grecia e della Sicilia.
Un’arte che mostrava al meglio il bello: l’umano e il divino, mettendo in risalto:
un’accentuata attenzione al corpo umano nei suoi valori di energia e di eleganza;
la contrapposizione e l’equilibrio fra le norme del controllo sui movimenti del corpo e la sfrenatezza consentita in condizioni estreme (la guerra, le danze bacchiche);
il contrasto fra la sensualità dei corpi, specialmente femminili, e l’intensità ideale dei volti, specialmente maschili;
infine, le modalità di narrazione del mito e la rappresentazione degli dèi.
La sezione si apre con uno straordinario capolavoro:
il Kouros Milani B in marmo bianco, dal Museo Archeologico di Firenze, ricongiunto alla Testa da Osimo in marmo, in collezione privata; eccezionalmente vengono assemblati come in origine. Tra i pezzi di grande bellezza e importanza, la copia in bronzo del monumentale Cratere di Vix, da Châtillon-sur-Seine, appaiato al grande Vaso con fregio fittile di guerrieri da Metaponto; la splendida Testa femminile in marmo da Francoforte e due sculture monumentali di provenienza siciliana: l’Auriga di Mozia, in marmo, e il Satiro di Mazara, in bronzo.
Queste sculture fanno parte di un gruppo di nove opere tutte provenienti dalla Sicilia, richieste dai curatori per esemplificare la massiccia presenza dell’arte greca nelle greche Italia Meridionale e Sicilia. Altre opere sono il Satiro di Armentum, in bronzo, proveniente da Monaco e lo Zeus bronzeo di Ugento col suo capitello da Taranto. La pluralità dei media di trasmissione di forme e valori della cultura greca è esemplificata, nella mostra, anche attraverso esemplari di pittura vascolare di altissima qualità pittorica.
|
|