La storia di Mantova, La fondazione e le origini della città di Mantova, La nascita della città di Mantova

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Monumenti seconda cerchia di Mantova

Già durante il periodo Comunale, all’esterno della Civitas Vetus si estendeva il suburbio, che permetteva quindi lo sviluppo delle attività commerciali legate ai mercati e alle botteghe.
In questa zona della città vecchia è il monastero dedicato a Sant’Andrea.



La tradizione vuole che qui il centurione romano Longino, che trafisse il costato di Gesù crocefisso nascose la zolla di terra inzuppata del sangue di Cristo, presa ai piedi della Croce.



La maestosa forma attuale della Basilica Rotonda San Lorenzo fu voluta da Ludovico II di Gonzaga, che diede nel 1472 l’incarico a Leon Battista Alberti di riprogettare quella che era già esistente e dedicata all’Apostolo S. Andrea.
La facciata è caratterizzata da elementi classici, mentre il campanile eretto nel 1413 riprende le forme gotiche.
L’interno è una sola navata con grandi cappelle quadrate sui lati, in una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantenga, il pittore della corte dei Gonzaga.
Particolarmente interessante per la sua forma ad imbuto che porta alla Basilica di S. Andrea, è Piazza Marconi, ancor chiamata dai Mantovani ancora oggi anche piazza Purgo, perché in epoca medievale si purgava la lana.
Piazza Mntegna dominata dal profilo della Basilica di S. Andrea, i lati della piazza attorno alla Basilica sono occupati da edifici con portici, da vedere la Casa Lanzini nel 1460.
I confini di tale zona coincide col corso del canale chiamato Rio, un intervento di ingegneria idraulica, che passa attraverso la città, permette di mantenere costante il livello delle acque che circondano Mantova.
I monumenti della seconda cerchia appartengono a epoche diverse.



La Camera di Commercio edificio molto grande in stile ‘900, che occupa interamente la parte del vecchio quartiere ebraico.
Torre del Salaro costruita nel 1200 magazzino del sale.
Casa Viani Tallarico con splenditi affreschi attribuiti alla bottega del Mantenga del 1495 e abitata dal genero Viani del Mantenga.
Casa del Rabbino seconda metà del XVII costruita per le famiglie ebree, cinto da mura con porte che venivano aperte solo durante il giorno, le regole dei Gonzagq decaddero con l’arrivo dei Francesi alla fine del ‘700.
Chiesa di San Francesco XIV sec. fu consacrata al culto solo nel 1459, l’interno diviso in 3 navate da archi gotici.
Palazzo d’Arco costruito nel 1782 da Antonio Colonna per i conti D’Arco, oggi si possono visitare vari ambienti completamenti arredati, che danno una chiara idea come fosse una nobile dimora tra il ‘700 e ‘800.
Teatro Sociale realizzato fra il 1818 e il 1822, in stile Neoclassico con colonne e frontone triangolare in facciata, oggi ricostruito, ospita spettacoli di prosa, balletti, concerti e opera lirica.
Il Rio canale artificiale che il Comune fece realizzare da Alberto Pitentino 1190, per realizzare quest’opera furono bonificate le paludi tra Civitas Vetus e la Civitas Nova In questo modo il nuovo canale divenne un vero e proprio fiume che attraversava la città e fu usata moltissimo dai commercianti e artigiani e vi si affacciava la Pescheria, 1536, e il Macello, che avevano bisogno di molta acqua.
Piazza Canossa del ‘600, interessante portale con le statue che raffigurano il cane simbolo araldico della famiglia Canossa.



Lungorio IV Novembre e giardini di San Domenico.
Porta Catena XIII sec. insenatura del lago Inferiore era sfruttata come porto, il nome deriva probabilmente dalla grossa catena che ne chiedeva accesso.



Piazza delle Erbe, in questa piazza ancora oggi il giovedì vengono esposti banchi di verdura, frutta e erbe.

Palazzo del Massaro, Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione, Torre dell’Orologio, Fontana dei Delfini e l’Edicola di Virgilio, il grande poeta tiene le mani congiunte ed appoggiate al leggìo su cui sono incise le parole “Virgilius Mantuanus Poetarum”.
Arengario, sormontata da trifore e galleria formata da archi che collegavano al Palazzo del Podestà.
Università dei Mercanti e il Sottoportico dei Lattonai, è il cortile di Palazzo del Podestà, che collegava piazza Broletto a piazza delle Erbe, in tardo gotico, ha un aspetto fiabesco creato anche dalla tenue luce che filtra dall’alto.



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