La storia di Mantova, La fondazione e le origini della città di Mantova, La nascita della città di Mantova

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Monumenti della prima cerchia a Mantova

Lo sviluppo della città di Mantova avviene in fasce concentriche, di conseguenza esattamente si ha anche la ricostruzione storica della città.




La parte più antica, che ha visto il sorgere della città di Mantova, è quindi nella prima cerchia e si snoda attorno a piazza Sordello. In questa prima cerchia, dall’età romana al Basso Medioevo, le epoche si sono susseguite fino al XV –XVI sec. quando i Gonzaga la ampliarono rendendola scenograficamente adatta a rappresentare il loro potere.



Nella Piazza Sordello, antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova dalla grandezza di 150 x 60 m., si affacciano i principali monumenti: come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Magnus Domus), il palazzo Acerbi sovrastato dalla torre della Gabbia, il palazzo Bonocolosi (ora Castiglioni nome dell’attuale proprietario) il palazzo Vescovile (detto anche palazzo Bianchi dal nome della famiglia che lo edificò nel '700) e il Duomo.



Palazzo Ducale è una città-palazzo, costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e da vasti giardini. Il Palazzo si identifica soprattutto con la famiglia Gonzaga, che governò la città fino al 1707. Celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi (Camera picta) nel castello di San Giorgio, parte della "città-palazzo", è affrescata da Andrea Mantegna ed è dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo.
Pur diventando Mantova austriaca, le ristrutturazioni proseguirono fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall'Imperatore.
Pur essendo stata dimezzata la sua grandezza dalla costruzione originale, oggi il palazzo-città, ricco sempre di vie, cortili e piazze conta 500 ambienti su 34 mila metri quadri.




Sul lato nord della Piazza si affaccia il Duomo, che racchiude 3 stili sovrapposti: la facciata tardo barocco, il fianco sinistro gotico: pinnacoli, rosoni e il campanile romanico, mentre l’interno è stato ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatto la facciata modificando solo le forme ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L'attuale facciata, in marmo di Carrara risale al 1761. Mentre all’interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant'Anselmo da Baggio patrono della città.

Palazzo Castiglioni, originariamente dimora mantovana dei Gonzaga, è in cotto sormontato da merli ghibellini, all’ultimo piano finestra ad arcobicolore e trifore in cotto e marmo. Il portone originario a sesto acuto e decorato con stemmi araldici si trova all’estrema sinistra della facciata.

Castello di San Giorgio, realizzato per volontà di Francesco I da Bartolino da Novara tra il 1390 e il 1406.
è una vera e propria fortezza, che protegge la città posizionato tra il lago di Mezzo e quello inferiore. Una sua particolare caratteristica sono le quattro torri ed un fossato profondo, la parte interna integrata negli ambienti di Palazzo Ducale, ospita l’importntissima rinascimentale e famosa “La Camera degli Sposi” per diretto volere di Ludovico II dipinta dal Mantegna nel 1465-1474.



Da notare il “Listone” l’ampio marciapiede che dal Duomo porta al Voltone di San Pietro verso l’uscita di piazza Bordello, è quello che resta dell’antica rete romana dotata di un assetto ottagonale. Il Listone è corrispondente al “decumano maximus” mentre l’altra strada , forse l’odierna via Cairoli, il “cardo maximus”.

Dietro la parte del Duomo che scende verso il lago, l’ultima casa è stata identificata come la casa del buffone di corte il “Rigoletto”, protagonista del melodramma di Giuseppe Verdi. E' una casa semplice con un cortile interno spesso fiorito e con la statua del buffone.



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